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Il primo operatore libero le risponderà appena possibile …
Il lettore (italiano) ha già capito: stiamo parlando di Telecom Italia e di un guasto alla linea telefonica oppure di qualche altro tipico disservizio marca Telecom. L’iter della riparazione del guasto o del ripristino del servizio è altrettanto conosciuto da detto lettore, perché in pratica è stato fin da piccolo costretto ad impararlo a memoria, perché ad essere guasto è il sistema Italia. Dunque non importa se prendiamo come esempio Telecom oppure qualche altro nome tristemente famoso, perché il risultato è il medesimo. Basta quindi citarne uno per spiegarli tutti. Perciò analizziamone soltanto uno di questi enormi disservizi, quello di Telecom Italia:
- dopo avere telefonato al 187, il cliente si accorge immediatamente di avere a che fare con un sistema evasivo, che pertanto è tutto proteso a non lasciare tracce del suo operato, perché un servizio che non facilità una procedura di reclamo, mostrando la sua faccia con tanto di nome e pratica rintracciabile, lo fa con la chiara intenzione di volere ingannare un suo cliente. Ragion per cui opera come l’uomo nero, dal quale ai bambini s’insegna di stare attenti, soprattutto quando ti tira fuori le sue solite caramelle, le sue bugie e false promesse, con le quali adescarti. Difatti chi di noi utenti italiani non è mai stato ingannato da un operatore Telecom?
- dopo avere ri-costatato il disservizio e quindi ri-telefonato al 187, il cliente si accorge che la sua pratica è stata chiusa, o mai aperta, o anche peggio: che non esiste. In fondo non importa neppure quali delle varianti l’utente ha dinnanzi, perché il disservizio da egli segnalato è stato in ogni caso eluso con sistema. Forse perché l’operatore aveva altro da fare, o perché non ha saputo fare il suo lavoro, oppure perché ha voluto assicurasi il suo impiego mediante aumento delle segnalazioni. Certo è che tale pratica è la regola e non l’eccezione: il che non fa presumere – bensì conferma pienamente – l’intenzionalità maliziosa da parte di Telecom Italia.
- dopo avere subito uno o anche tutti suddetti trattamenti, il cliente non può fare nulla di concreto per ridurre il disservizio di questo colosso bugiardo, pertanto ecco anche spiegata la non trasparenza metodica di Telecom Italia fin dal primo contatto mediante 187: cancellare il più possibile ogni traccia di ciò che già sa che andrà a fare, perché appunto non ha lontanamente in mente di fornire un servizio degno di questo nome nonché delle tariffe che ha chiesto per metterlo in atto. Dunque Telecom Italia ha prima escogitato e poi nel tempo perfezionato un sistema scorretto che permette anche di finanziare il proprio disservizio premeditato a spese altrui.
Ma dicevamo: basta togliere un nome e sostituirlo con un altro, il sistema resta. Ed è una truffa legalizzata, tuttavia si chiama servizio all’utenza. Non importa dove in Italia, ma quando il cittadino incontra tale servizio, l’esito e l’impotenza sono certi: perché non vi sono le tracce di questi disservizi, in quanto come nel caso Telecom Italia cancellate con metodo o quantomeno in modo da non permettere di giungere al responsabile che pertanto resta ben protetto. E poi parliamo di mafia, intesa come organizzazione criminale, senza mai domandarci se il sistema che la mantiene in vita non è il medesimo che permette tutti i disservizi italiani.
Voce correlata:
Decreto 8 maggio 1997, n. 197 – Regolamento di servizio concernente le norme e le condizioni di abbonamento al servizio telefonico, CAPO V, Garanzie offerte all’abbonato dal gestore:
Art. 39. Ritardi nell’adempimento degli impegni assunti
Qualora il gestore non rispetti i termini stabiliti per il preavviso circa il cambiamento del numero dell’abbonato, l’effettuazione di un trasloco, l’attivazione di un nuovo impianto, le riparazioni di un guasto, di cui agli articoli 5, 10, 12 e 15, l’abbonato ha diritto ad un indennizzo pari all’importo del canone di abbonamento mensile per ogni due giorni lavorativi di ritardo o di inadempimento delle condizioni, di volta in volta, stabilite. Ove ne ricorrano le condizioni, resta salvo il diritto dell’utente al risarcimento dell’eventuale maggior danno subito.
Tale indennizzo non trova applicazione se il ritardo è imputabile o comunque ascrivibile all’abbonato.
Tags: disservizio, Italia, Telecom
26 agosto 2009 alle 19:05
Sto sperimentando di persona la “correttezza” nonchè l’”applicazione” delle clausole contrattuali di Telecom Italia S.p.A.
Il mio trasloco telefonico è avvenuto dopo 10 (dieci) mesi dalla richiesta fatta al 187.
Per ben due vole, durante questo tempo ed oltre centinaia di solleciti, conferme, promesse, appuntamenti disattesi e quant’altro ho ricevuto lettere (totalmente false) da Telecom che prendeva nota del mio rifiuto all’attivazione (mai richiesto) della linea telefonica e regolarmente rinviate al mittente.
L’Unione Consumatori di Siracusa alla quale mi ero rivolto nella speranza di dirimere la matassa aveva concordato con Telecom di Palermo, in Sede di tentativo di conciliazione così come previsto, l’abbuono dei tre bimesti successivi alla data di presa in carico della mia richiesta di trasloco della linea.
Cosa impossibile avendo in precedenza alla richiesta di trasloco venduto e reso libero da ogni cosa l’immobile (provato!!).
A totale dimostrazione della incompetenza nonchè della leggerezza e superficialità dell’Unione Consumatori di Siracusa mi sono rivolto ad un legale per avere riconosciuto il mio diritto al rimborso così come da Contratto.
Per farla breve ho dovuto riconoscere al legale l’anticipo per la cura della pratica (€ 200) e altri € 200 li beccherà alla risoluzione, per avere ad oggi assolutamente nulla, e sono passati oltre tre anni. Con facoltà di ogni prova ed evidenza; l’unica e sola soddisfazione: ho cambiato da tempo gestore telefonico e a chi mi parla bene di Telecom raccomando di stare lontano dalla portata delle mie braccia.
31 agosto 2009 alle 06:26
Ciao Ortigiano
La tua storia ha dell’incredibile, ma solo per chi non ha avuto la sfortuna di incappare in certe pratiche di Telecom Italia. Personalmente potrei riempire un’altra pagina con ciò che mi è capitato, già solo menzionando il cosiddetto Servizio ADSL e tutti gli inghippi che finora ha comportato (esempio da qualche settimana riuscivo a connettermi solo sporadicamente, nonostante innumerevoli miei solleciti e false promesse Telecom, e adesso sono connesso con un modem analogico). Ciò che spaventa è che gli altri operatori, e qui ci metto pure le associazioni pro consumatore, non siano da meno, almeno stando a ciò che si legge nella rete e che si sente in giro. Ti auguro in ogni modo un buon fine della tua pratica, anche se so che ciò non potrà mai consolarti. Ad ogni modo grazie per la tua testimonianza.