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E’ una consuetudine, non solo italiana, l’abbandonarsi a criticare gli aspetti negativi di una data cosa senza però mai nulla di troppo intraprendere per togliere o diminuire ciò che in antecedenza sembra avere creato non pochi fastidi a chi si è lamentato. Il motivo è semplice: noi esseri umani, in particolare noi italiani, amiamo la commedia che implica il ragionamento circolare, anche perché in fondo la nostra voglia di cambiare non è mai (stata) quella che ostentiamo ogni giorno dinnanzi al mondo che ci ascolta e osserva.
"Quello che si dice comunemente, che la vita è una rappresentazione scenica, si verifica soprattutto in questo, che il mondo parla costantissimamente in una maniera, ed opera costantissimamente in un’altra. Della quale commedia oggi essendo tutti recitanti, perché tutti parlano a un modo, e nessuno quasi spettatore, perché il vano linguaggio del mondo non inganna che i fanciulli e gli stolti, segue che tale rappresentazione è divenuta cosa compiutamente inetta, noia e fatica senza causa. Però sarebbe impresa degna del nostro secolo quella di rendere la vita finalmente un’azione non simulata ma vera, e di conciliare per la prima volta al mondo la famosa discordia tra i detti e i fatti. La quale, essendo i fatti, per esperienza oramai bastante, conosciuti immutabili, e non convenendo che gli uomini si affatichino più in cerca dell’impossibile, resterebbe che fosse accordata con quel mezzo che è, ad un tempo, unico e facilissimo, benché fino a oggi intentato: e questo è, mutare i detti, e chiamare una volta le cose coi nomi loro" [ Giacomo Leopardi, Pensieri, Capitolo XXIII ].
Dunque, come diceva il buon Giacomo Leopardi, finché le cose non si chiamano con i loro nomi, tutto rimane vano.
Ma per rimettere al posto giusto il verbo ci siete per l’appunto voi altri visitatori, con tanto di (spero) feroce ma non meno civile critica. Perciò invito il visitatore, vale a dire chi non crede che due cose diverse tra loro siano la stessa cosa, a buttarsi nella mischia. Troverete, oltre ai miei punti di vista personali, anche una raccolta di articoli scritti da famosi autori italiani e non. Questo per avere a disposizione un certo background di opinioni con le quali confrontarsi. La parola d’ordine è quindi il confronto con altre realtà, il misurarsi con chi magari ha sviluppato idee o soluzioni diverse o anche migliori delle nostre. Non ci sono filtraggi o moderazioni, ma ciò non significa che commenti contrari alla Netiquette (messaggi non inerenti al post, con linguaggio offensivo, che contengono turpiloquio, contenuto razzista o sessista) non possano finire cestinati. E siccome il rispetto reciproco non è di poco conto, e la privacy ne fa parte integrante, invito tutti i partecipanti ad usare un nickname / pseudonimo. D’altronde, come ci fa sapere il Governo italiano, le informazioni di carattere personale vanno salvaguardate. In fondo un commento non firmato con il vero nome non perde di valore, non laddove ciò che conta è il contenuto.
Grazie per l’attenzione e a leggerci presto!
Lucius
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