Nella blogosfera si sta parlando del Decreto Alfano e di Filippo Facci …

Tuttavia non è facile capirne qualcosa, ma prendiamo spunto da un articolo di Filippo Facci apparso una settimana fa su il.Giornale.it …

Nella blogosfera si sta parlando del Decreto Alfano e di Filippo Facci …

Decreto Alfano: chissenefrega dello sciopero dei blogger
di Filippo Facci – 7 luglio 2009

"… Che cosa vogliono costoro? È semplicissimo: vogliono che la rete resti porto franco e che permanga cioè quella sorta di irresponsabile e anarchica allegria che era propria di una fase pionieristica di internet e che era precedente a quando "la rete" non era ancora divenuta ciò che è ora: un media rivoluzionario, ma pur sempre un media, dunque la propaggine di altri media anche tradizionali che sono regolati dalla legge come tutto lo è. Nel credersi una razza a parte, invece, i blogger si credono alternativi anziché complementari a tutto il resto, si credono vento anziché bandiera: in lingua italiana significa che vogliono continuare a poter fare l’accidenti che vogliono e quindi a scrivere e a ospitare qualsiasi "opinione" anche diffamatoria, qualsiasi sconcezza o tesi incontrollata e appunto declinata di ogni responsabilità …".

Fin qui come dare torto a Filippo Facci? Quanto da lui descritto è in effetti vero. E credo, anche perché non lo so, che Facci sappia bene che mettere in pratica il Decreto Alfano non è cosa facile. Ma questo lo sa anche il legislatore. Tuttavia Filippo Facci, andando oltre nel suo articolo, si è lasciato andare non di poco. Cosa che non è solito fare. Anzi direi che cura piuttosto molto bene i suoi articoli. Fa ricerche molto approfondite e pertanto raramente gli sfugge qualcosa che assomiglia più ad un suo parere strettamente personale anziché ad una notizia intesa tecnicamente come il racconto di un avvenimento.

Dunque cosa ha pubblicato Filippo Facci per meritarsi una tirata d’orecchio?

"… i blogger o sono ragazzini o sono ragazzini dentro … Gli assennati non hanno niente da temere. Ne hanno i cretini, gli anonimi e i disinformati. Quando mi è capitato d’incrociarli o di beccarli, poi, erano quasi sempre personcine che semplicemente non avevano il coraggio di dare un nome e un cognome alle proprie opinioni. Qui, nella retroguardia, li chiamiamo vigliacchi."

Ecco Filippo Facci, non sono affatto sicuro che in questa parte finale del tuo articolo tu non ti sia lasciato trasportare da qualche brutto ricordo, magari una vicenda poco bella o anche molto brutta, che hai vissuto di persona. Ovviamente facendo il tuo lavoro. Tuttavia, e qui mi rivolgo al giornalista che di nome fa Filippo Facci, quindi ad un nome che ormai è diventato un marchio di garanzia, e che pertanto non vorrei perdere: supponiamo che un rom avesse pestato tua zia, e che adesso tu non per questo sei costretto ad odiare tutti i rom. Fine del messaggio. So che hai capito.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì, 14 luglio 2009 alle 17:01 e classificato in Confronti. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi inviare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

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